Quattro aperitivi per innamorarsi della Cisa

Tra tutte le strade che potrete percorrere nel mondo, ce ne sarà una che preferirete. E con ogni probabilità non si troverà dall’altra parte dell’emisfero.

Questo per il semplice motivo che per amare una strada bisogna conoscerne le sfumature, vederla struccata all’alba e poi in ghingheri al tramonto. Bisogna che un suo profumo intenso d’estate vi abbia perforato il cervelletto e che la luce riflessa sulla neve vi abbia accecati almeno una volta. Bisogna che l’abbiate percorsa tristi, felici e medi, così da non lasciare all’euforia del momento un innamoramento temporaneo.

Ma soprattutto bisogna che questa strada vi abbia portati da qualche parte.

C’è chi dice che conti più il viaggio della meta, ma sbaglia.

Perché se dopo una strada bellissima arrivi nella zona industriale di Busto Arsizio — che avrà pure qualcosa di pregevole, ma percentualmente la annovererei come una cittadina bruttarella — le vibes non diventano mica tanto good.

E quindi qual è la mia strada preferita?

La mia strada preferita è, rullo di tamburi, la Statale della Cisa. Precisamente quel tratto che dal mio paesiello, Fornovo di Taro, porta fino al Passo della Cisa.

I tornanti, il Monte Prinzera, la casa dei nonni ai Boschi di Bardone, l’aria frizzantina che cambia ad ogni tratto di risalita, Casola, Cassio, Berceto e poi finalmente IL PASSO DELLA CISA.

Mi piace percorrerla d’estate per andare al mare, fare una tappa alla fontana assassina e poi via giù verso Pontremoli.

Mi piace percorrerla d’inverno, scendere dalla macchina al Passo giusto per il tempo di salire fino alla chiesetta e tornare subito in auto, fresca di mille metri.

Perciò quando con le ragazze di Viaggi.Cibo.Emilia abbiamo pensato di parlare di aperitivi in Emilia, io non ho avuto dubbi.

E quindi eccovi quattro luoghi da aperitivo per innamorarsi della Cisa. 

Giovedì sera: Monte delle Vigne, l’aperitivo che profuma d’estate

Il viaggio parte da Ozzano Taro, alle porte di Fornovo, appena prima della scalata verso i mille metri.

Non potevo non citarlo perché è probabilmente l’aperitivo più scenografico della zona, immerso in un posto meraviglioso tra i vigneti di Monte delle Vigne.

Monte delle Vigne è una di quelle mete che diventano un appuntamento fisso appena arriva la bella stagione. Nelle serate estive, soprattutto il giovedì, l’atmosfera si anima senza perdere il fascino rilassato della campagna.

Tovaglie stese sui prati, cassette del vino trasformate in tavolini, calici pieni e street food da cui è praticamente impossibile allontanarsi senza aver assaggiato qualcosa.

Qui si viene per stare all’aperto, guardare il sole tramontare sulle colline e convincersi, almeno per una sera, che le mail possano tranquillamente aspettare il giorno dopo.

È il posto perfetto per iniziare il weekend con lo spirito giusto.

Certo, dopo la prima curva dei tornanti gli aperitivi cambieranno decisamente sapore. Ma un po’ di mondanità, prima di salire in quota, non ha mai fatto male a nessuno.

Venerdì: Trattoria Cattani a Casola, il balcone sulla Cisa

Se esiste un luogo che rappresenta l’anima della Cisa, per me è Casola.

La Trattoria Cattani è una tappa quasi obbligata per chi ama questa strada. Ci si arriva dopo aver iniziato a lasciare alle spalle la pianura e già si percepisce quel senso di viaggio che rende speciale questo percorso.

La prima cosa che colpisce è la vista.

Da qui il panorama è semplicemente spettacolare. Nelle giornate limpide lo sguardo corre lontano e viene spontaneo restare qualche minuto in più, anche quando si era partiti con l’idea di una sosta veloce.

Il mio consiglio è semplice: ordinate una birretta o un bicchiere di vino, un tagliere di salumi e prendetevi il vostro tempo.

Durante il fine settimana, soprattutto nelle ore centrali della giornata, Casola diventa una specie di piccolo santuario dei motociclisti. Se passate di qui troverete decine e decine di moto parcheggiate ovunque.

C’è chi si ferma prima di affrontare i tornanti e chi arriva con il sorriso di chi li ha appena conquistati.

E forse è proprio questo a rendere speciale Casola: non è soltanto un locale, è un punto di incontro.

A metà tra Casola e il Passo della Cisa c’è poi un’altra sosta che merita una menzione speciale: Il Vecio di Cassio, uno dei miei posti del cuore.

Forse per la vista.

Forse per il fatto che ogni volta che ci passo penso alla mia bisnonna Bice, che trascorreva intere estati nell’hotel di fronte — oggi purtroppo chiuso — per sfuggire all’afa della pianura.

Fatto sta che ogni volta che mi fermo qui ho la sensazione che la Cisa sia rimasta esattamente quella di una volta.

Di questo posto parla molto bene anche Kri di Nerd in Spalla nel suo articolo dedicato a Cassio. Parma – Gli aperitivi dall’alto alla Bassa

Sabato sera: Birreria Francigena, una serata nel cuore di Berceto

Proseguendo verso l’alto si arriva a Berceto.

Altrimenti detta la perla dell’Appennino.

Altrimenti detta il paese di montagna più vicino al mare.

Potete crederci oppure no, ma io continuerò a sostenerlo.

Qui il tempo sembra davvero scorrere con un ritmo diverso.

Le case in pietra, il Duomo, i pellegrini che percorrono la Via Francigena e quell’aria fresca che compare all’improvviso anche nelle giornate più torride dell’estate parmigiana creano un’atmosfera difficile da spiegare a chi non l’ha mai vissuta.

Poi certo, chi ha frequentato lo Squinterno Festival sa che un tempo l’aria era decisamente più frizzantina, ma questa è un’altra storia.

Per la serata la mia scelta è la Birreria Francigena.

È il classico locale dove entri per bere una birra e finisci per fermarti tutta la sera.

L’ambiente è conviviale, informale, perfetto per chi ama gli aperitivi senza troppi fronzoli ma con molta sostanza. Qui si trovano birre, taglieri e anche degli ottimi hamburger.

Il tutto con vista su Piazza Barbuti, che nelle sere estive diventa il salotto all’aperto di Berceto.

Prima di sedervi fate però una passeggiata nel borgo.

Berceto è uno di quei posti che non vanno visitati con una lista di cose da vedere: bisogna semplicemente camminare, infilarsi in una via a caso e lasciarsi sorprendere.

Domenica: Bar Cisa, un bicchiere sul tetto dell’Emilia

L’ultima tappa è quella che aspettavo dall’inizio.

Dopo curve, boschi, tornanti e soste più o meno programmate si arriva finalmente al Passo della Cisa.

Per me resta uno dei luoghi più iconici dell’Appennino.

Qui la sosta è d’obbligo al Bar Cisa.

Non aspettatevi locali alla moda o cocktail con nomi incomprensibili. Il bello del Bar Cisa è che è rimasto fedele a se stesso.

Ci si siede all’esterno con la chiesetta del passo davanti agli occhi e si ordina qualcosa da bere.

Un bicchiere di vino, un fragolino, un liquore tipicamente appenninico.

Poi si accompagna il tutto con una fetta di torta di patate o un bel tagliere di salumi.

E improvvisamente non serve altro.

Intorno passano motociclisti, ciclisti, pellegrini della Francigena e vacanzieri diretti verso il mare. Ognuno sta andando da qualche parte, ma per qualche minuto tutti rallentano.

Io, personalmente, consiglio di fermarsi qui per un aperitivo pre-pranzo.

Magari in una giornata limpida, quando l’aria è fresca anche ad agosto e il Passo dà il meglio di sé.

Le Claricette consigliano

Se avete un weekend libero, regalatevi una giornata lungo la Cisa.

Partite con un aperitivo tra i vigneti di Monte delle Vigne, fermatevi a Casola per ammirare uno dei panorami più belli dell’Appennino, fate una deviazione a Cassio, trascorrete una serata a Berceto e concludete il viaggio con un bicchiere davanti alla chiesetta del Passo della Cisa.

Ma soprattutto non abbiate fretta.

Perché se avete voglia di un aperitivo veloce, la Cisa è probabilmente il posto sbagliato.

Lascia un commento