
Si avvicina il fatidico ponte dei Morti e con il Team di Viaggi Cibo Emilia (IG @Viaggi.Cibo.Emilia ) abbiamo pensato di dedicare un piccolo cammeo al tema funerario-cimiteriale.
Del resto non è forse vero che da quando l’uomo ha creato le necropoli si è autodichiarato civile? I cimiteri dicono molto della città in cui sorgono ed è per questo che in ogni metropoli, cittadina, villaggio, paesino in cui io transiti, anche per poche ore, preveda per me ed il mio sventurato accompagnatore una sosta al Camposanto.
A Parma, per chi venisse a trascorrervi una giornata, abbiamo ad esempio il meraviglioso Cimitero della Villetta che, se non l’avete mai visitato, merita certamente una gitarella. Per saperne di più vi invito a leggere Parma- Il violinista maledetto e la prima attrice del secolo sul blog Nerd in Spalla.
Detto ciò, io so cosa vi state chiedendo: ma perché ci racconti di cimiteri? Non era un blog di pseudo cucina? Corretto Wendy! E quindi veniamo al dunque.
LAPIDI BUONE DA MORIRE
Oggi parliamo di lapidi, si è vero, ma di lapidi BUONE DA MORIRE! Non spaventatevi, mi spiego meglio.
Qualche anno fa ha spopolato il caso Rosie Grant, un’archivista statunitense che, come raccontato al Washington Post, mentre era alle prese con un corso del suo master in Biblioteche e scienze dell’informazione presso l’Università del Maryland, nella fattispecie con un tirocinio sui cimiteri, avrebbe scoperto una curiosità davvero bizzarra. Leggendo per caso una guida turistica relativa ai luoghi più particolari del mondo sarebbe infatti venuta a sconoscenza di un cimitero in cui alcune persone avevano fatto incidere una ricetta sulla propria lapide.
Avete capito bene, anzichè “I tuoi cari per sempre” oppure “Riposa in pace” oppure “Sarai sempre con noi”, quelle persone avevano fatto incidere delle ricette. Un sorta di lascito gastronomico come a dire “Questa ricetta è davvero imperdibile” oppure, chissà, nella speranza di far resuscitare i morti grazie alla loro bontà.
Io per esempio, sulla mia potenziale lapide, avrei sempre voluto scrivere il più classico “Torno subito”, irriverente, ma anche conciso, perchè si sa che meno caratteri hai da scrivere, meno costa il salasso funebre. Però, ora che ho scoperto questa storia delle ricette, potrei anche pensare ad un cambio programma, ad un’ultima spesa pazza prima del riposo eterno.

immagine tratta da La Nazione
UN’USANZA DIFFUSA NEGLI USA
L’usanza di incidere ricette di vario tipo sulle lapidi non è antica negli Usa: ci sono esempi molto recenti di come questo “trend” si sia diffuso in fretta, pare che riguardi in particolare gli ultimi 30 anni. Varie testate citano ad esempio Bogan O’Neal, che ha fatto incidere sulla sua lapide a Washington la preparazione della O’Neal’s Peach Cobbler, o Naomi Miller-Dawson appunto, che ha lasciato la ricetta per preparare i suoi Spritz Cookies nel cimitero di Brooklyn. Si cita addirittura una sezione del cimitero della città di Logan, capoluogo della contea di Cache nello Utah, che sarebbe stata ribattezzata Fudge Section.
Insomma, tornando a noi, questa ragazza, la Rosie Grant, imbattendosi in questa scoperta ha un’idea strepitosa: decide di replicare alcune ricette incise sulle lapidi. E non lo tiene per sè, tutt’altro. Approfitta dei suoi canali social ed inizia una vera e propria saga al grido di “Buone da morire!”.
Beh, con un claim così il profilo non poteva che diventare subito seguitissimo e le sue ricette super virali.
La ricerca delle ricette incise sulle lapidi ha infatti spopolato subito e la Grant è stata contattata da diversi discendenti degli autori delle ricette. Molti nipoti hanno riconosciuto le ricette delle loro nonne e si sono messi in contatto con Rosie, rendendo il tutto ancora più dolce e affidandogli un valore decisamente profondo.
LA MIA LAPIDE GASTRONOMICA
Io ci ho pensato e forse il Torno subito è troppo inflazionato, ho quindi immaginato una mia ipotetica lapide gastronomica. Quale ricetta lascerei ai posteri? Beh certamente porterei avanti la tradizione di famiglia e inciderei su pietra la torta salata più buona del mondo.
TORTA DI PATATE MONTANARA
Ingredienti:
2 sfoglie tonde
4 patate grandi
2 scalogni
burro (45 gr)
2 uova
erba cipollina + altri profumi
1 filo d’olio
100 gr di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di passata (o un po’ di concentrato di pomodoro)
Svolgimento:
Lessate le patate in acqua salata.
Fate soffriggere in padella lo scalogno con olio e una noce di burro, quindi aggiungete i profumi.
Spegnete il fuoco e aggiungete le patate schiacciate, il pomodoro, 1 uovo, un pizzico di sale e abbondante parmigiano. Non lesinate su quest’ultimo!
Stendete la sfoglia edopo averla bucata con la forchetta versate il composto, allineate il tutto e copritela con l’altra sfoglia. Fate i buchi anche su quella e spennellatela con il tuorlo di un uovo.
Infornate a 180 gradi circa fino a doratura.
Consiglio: ho visto mia nonna appiattire la sfoglia durante la cottura in modo da non farla gonfiare, forse quando esce dal forno la copre con un panno leggermente umido per farla ulteriormente abbassare, ma forse ho battuto la testa e non mi ricordo bene. Provate a farla se ci riuscite, mi offro come cavia!

VAI A SCOPRIRE IL CIMITERO DI PARMA, CHISSA’ SE TROVERAI INCISA LA RICETTA DEGLI ANOLINI
Se siete curiosi di scoprire se anche nella vostra città qualche signora o qualche signore ha deciso di tramandare le sue ricette in questo modo bizzarro, programmate subito una visita al Cimitero.
A Parma esiste un vero e proprio portale in cui potrete scoprire tutti gli eventi dedicati alla promozione culturale, artistica e storica del patrimonio presente al Cimitero Monumentale.
https://www.adespa.it/servizi-per-i-cittadini/valorizzazione-culturale-cimiteri/la-cultura-in-villetta/
Se vuoi conoscere altre curiosità sull’Emilia visita il profilo IG di Viaggi Cibo Emilia (IG @Viaggi.Cibo.Emilia )
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