Come la nonna
Sabato abbiamo fatto man bassa di ciliegie dall’albero del Signor Primo, come ogni anno.
quello del signor primo è un albero alto e slanciato che adombra un piccolo pollaio nel mezzo del prato e che regala sempre grandi soddisfazioni. Duroni belli, turgidi, rossi! E’ una gioia raccoglierli dall’alto del muletto.

Come dicevo il ciliegio del signor primo è un albero alto e slanciato che fa ombra al pollaio, un pollaio curioso. Sarà che li ho sempre visti nel retro delle case o in baracchette limitrofe, eppure lui se ne sta là, nel mezzo, con una sua dignità e con una concezione assolutamente avanguardista. Rose antiche piantate ai bordi, fiori, fiori e alberi da frutto. Questo pollaio è tutto realizzato in rete e naturalmente è coperto anche sopra per evitare visite indesiderate. E’ un pollaio spartano, ma dalle forme che ricordano un tetto di Gaudì, basta accendere un po’ l’immaginazione. Se gli altri anni ci divertivamo a dividere le ciliegie con le galline che campeggiavano nel verde pascolo sottostante, quest’anno ci siamo ritrovati soli. O meglio, in compagnia di due conigli. Nessuna gallina nei paraggi da dopo Natale. Ahià!
Ebbene, dicevo, sabato abbiamo raccolto 12 kg circa di ciliegie. Non tantissimi, ma nemmeno pochi per la dimensione della pianta.

E così ieri abbiamo preparato la marmellata. Sì, lo so! Si chiama confettura, ma mi suona tanto come la saputella della classe e quindi niente, la chiamerò marmellata.

Mentre gli altri anni avevamo seguito un procedimento molto più rapido che prevedeva la macerazione in zucchero, limone (succo e bucce), quest’anno abbiamo voluto mantenere le tradizioni: marmellata di ciliegie con cottura lenta.
Ma cosa dico lenta, infinita. Così mi era sembrata questa procedura quando l’avevo utilizzata per le susine. E invece ieri, tra una pioggerellina e i pulcini da tenere a bada, il tempo è volato. Le ciliegie sono state sul fuoco dalle 11 del mattino alle 6 del mattino seguente.

C’è sempre stato il solito dubbio amletico: la giro o non la giro?
Mia nonna direbbe “eh no, se la lasci stare vedrai che non si attacca! Fa la patina e poi non si attacca.” Io non so che pentole usi mia nonna, ma a me si attacca sempre. Sì è vero, fa una patina e non intacca il gusto del liquido restante, ma il fatto che uno strato di ciliegie collose sia alla base della mia pentola non mi fa stare tranquilla. In ogni caso, per la serie “le nonne hanno sempre ragione”, il profumo stamattina era davvero ottimo e, dopo aver aggiunto lo zucchero e aver fatto sobbollire per circa una mezz’ora, anche la marmellata era davvero ottima.

Le quantità che ho utilizzato sono state 600 gr di zucchero per 1 kg di ciliegie.
Poi ho proceduto con l’invasettamento e ho capovolto i vasetti. Naturalmente prima li avevo sterilizzati e mi ero procurata i tappi nuovi.
C.