L’Agribancario e le sue api

Oggi voglio presentarvi un altro pazzo come me, forse anche più di me. Lui é Francesco ed é un AGRIBANCARIO. Ma chi é un agribancario?

Un agribancario é un tipo in giacca e cravatta che durante la settimana fa di conto e che nel tempo libero indossa la salopette buona per dedicarsi a orto, alberi da frutto e, tenetevi forte, alle sue adorate api.

È proprio da questi esserini preziosi che qualche tempo fa nel bel mezzo di un volo pindarico capace di fare 3 volte il giro dei Balcani ci é venuta l’idea di raccontare la sua storia sul blog delle Claricette.

Vorrei che nei prossimi mesi ci tenesse compagnia iniziandoci allo straordinario mondo dell’apicoltura, sperando che non si stanchi prima.

Ma ora basta chiacchiere, lascio la parola all’agribancario!

Api golose

Se qualcuno mi dovesse chiedere come descrivermi non avrei dubbio: goloso!

Una caratteristica tipica di chi vive in campagna e conosce ancora i sapori genuini, dal frutto appena raccolto, a volte un po’ bruttino e dal colore spento ma capace di regalare emozioni uniche al palato, alla bistecca che, udite udite, sa di bistecca!!!!!

E se posso essere io in grado di apprezzare queste forme di bontà che la natura ci offre, non vedo la stranezza nell’osservare le mie amiche api che selezionano i fiori più succulenti da cui bottinare.

Eh si, quando un animale ha a disposizione un cibo più buono dell’altro non c’è dubbio, saprà esattamente quale scegliere. Lo vedo nei cinghiali che vanno dalle piante i cui frutti sono più maturi, nei cani quando gli si fa scoprire il gorgonzola o il prosciutto e magicamente le crocchette diventano cibo da snobbare e nelle api che vanno a bottinare anche dai fiori di zucca! Quelli che noi amiamo impanati e fritti, sono per loro una lifferia al naturale.

Trovo molte somiglianze con le api nel mio modo di vivere la natura che di strano nulla dovrebbe avere in quanto siamo comunque animali anche noi. Così mi perdo nel guardarle, le seguo, anche senza l’ingombrante tuta che utilizzo quando proprio le vado a visitare nelle loro casette.

Nella loro organizzazione la cosa che più mi entusiasma è il loro istinto, sapere cosa devono fare per poter sopravvivere all’inverno. Guardano avanti, aumentano la famiglia e il numero di api operaie, raccolgono e immagazzinano e poi riducono nuovamente la propria consistenza per consumare meno possibile. Un istinto che invece noi umani abbiamo perso, a favore di un’intelligenza generatrice di tecnologia la quale ci permette di sopravvivere senza bisogno di assoggettarci alle leggi naturali.

Ciò non vuol dire che io sia contrario allo sviluppo, tornare indietro e rinnegare i progressi tecnologici, anzi, sono conscio ed entusiasta del potenziale offertoci. Tuttavia lo ritengo un potenziale sprecato se andiamo a tralasciare o voler prevaricare i tempi e i ritmi della natura. Di natura sono ottimista e quindi con ottimismo abbraccio la missione “Claricette” sperando di poter dare anch’io il mio piccolo contributo nel diffondere un po’ di cultura di campagna in un mondo di tablet e computer.

Francesco Di Martino

La storia dell’agribancario continua, prossimamente su questi schermi.

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