Il Gelso Bianco, parola alla Biologa

In attesa della Prima Raccolta di Gelsi in compagnia che ho organizzato per oggi pomeriggio ho pensato di lasciare la parola ad un’esperta vera, di quelle che le piante le conoscono per davvero. Io mi diverto a fare l’esperta a destra e a manca, ma in realtà sono fermamente convinta che anche quando si scrive per informare e sensibilizzare lo si debba fare con cognizione di causa senza propinare le più assurde teoria giusto per crearsi un personaggio.
A me interessa che il gelso di mio nonno, come quello di tutti i nonni (ma anche il susino, il ciliegio, il pero e tutta la compagnia) possano essere apprezzati da tutti voi e per questo mi diverto a fare esperimenti e ad avvicinarvi a loro con racconti personali.

Ma oggi, mettetevi gli occhiali, perchè si va a lezione.
Alessia Savi è una biologa molecolare, che già a dirlo fa paura, e grande appassionata di erbe e autoproduzioni in genere, per questo penso che sia la persona più adatta per farci da Cicerone in questo mondo così affascinante.

Ma adesso basta, che tocca a lei.

Nome scientifico: Morus alba, L. (1756)

Famiglia: Moraceae

Genere: Morus

Sinonimi: Gelso bianco, Gelso comune, Moro bianco

 

Parti utilizzate: La droga è costituita dalle gemme, dalle foglie, dai frutti e dalla corteccia della radice del gelso bianco.

 

Costituenti chimici: Antocianosidi, Flavonoidi, Glucosidi stilbenoidi (mulberrosidi), Tannini, Acidi organici, Fenoli, Vitamine, sostanze ad attività antibatterica (kuwanon G), Amminoacidi, Sali minerali.

 

L’albero di gelso, secondo la classificazione botanica appartiene al genere Morus. Questo genere di piante si trova sotto la famiglia delle Moraceae, come il fico (anche se questo, però, fa parte del genere Ficus). Se pur i suoi frutti somigliano molto alle conosciutissime more di rovo, in realtà l’albero di gelso non è un parente di questo arbusto. Il rovo, infatti, appartiene al genere Rubus, sotto la famiglia delle Rosaceae, come melo, pesco, pero, ciliegio, susino, mandorlo, fragola e tanti altri. Il nome scientifico “Morus” si riferisce alla parola latina che vuole dire “moro”, “nero”, cioè al colore dei frutti di alcune specie.

L’albero di gelso è originario della Cina settentrionale ma è diffuso anche, come pianta selvatica, in altre zone dell’Asia, in Africa e in Nord America. Le principali specie conosciute in Italia e con cui vengono prodotte le more sono il gelso bianco (Morus alba) e il gelso nero (Morus nigra). Le altre specie non sono di particolare interesse agricolo e commerciale e per lo più sono diffuse in altri paesi del mondo.

Il gelso bianco è stato importato in Europa (nel 1400) con il principale scopo di utilizzare le sue foglie come alimento base del baco da seta, il quale ne è molto ghiotto. Anche in Italia quindi la sua coltivazione è (o meglio, era) eseguita prevalentemente in quelle zone in cui si sosteneva anche un’attività di bachicoltura. Essendo questa realtà quasi scomparsa a partire dagli anni ‘50, anche la coltivazione del gelso bianco ha seguito un forte declino.

Nell’antica Cina il Gelso Bianco era importante non solo per la produzione della seta, ma le bacche di gelso erano utilizzate anche nella medicina tradizionale cinese per curare patologie e infezioni del cavo orale, delle vie urinarie e dell’apparato gastro intestinale.

 

 

Albero di gelso bianco

L’albero del gelso bianco è un albero di medio-grandi misure, abbastanza possente, infatti può raggiungere i 30 metri di altezza.

Il suo accrescimento è abbastanza rapido e può essere definito un albero a lunga vita, dato che può arrivare ad un’età secolare.

La sua corteccia ha un colore giallo-grigio ed è cosparsa di numerose lenticelle giallo-biancastre nelle piante giovani, brune nelle piante più anziane. Il suo legno è duro, compatto, resistente e robusto, ottimo come combustibile e per piccoli lavori d’intarsio.

I suoi fiori, raccolti in infiorescenze, sono unisessuali, di rado ermafroditi. I fiori maschili e quelli femminili possono trovarsi sia sulla stessa pianta (pianta monoica) sia su piante diverse (pianta dioica). I fiori compaiono in primavera, in particolare da aprile a maggio. Hanno un colore verde-rosso.

Produce i suoi frutti (more di gelso o bacche di gelso) nei mesi estivi di Giugno e Luglio. Il periodo in cui maturano i frutti varia a seconda della latitudine in cui cresce la pianta. Infatti grazie alla sua capacità di adattamento, si è presto diffusa in tutte le regioni con clima temperato.


More di gelso bianco: come mangiarle

Le more di Gelso Bianco possono essere consumate fresche, secche oppure possono essere utilizzate per la preparazione di decotti. Molto spesso vengono sottoposti a procedimenti di lavorazione per la produzione di confetture e marmellate.

 

More di gelso bianco: proprietà e benefici

Di colore bianco e dalla forma irregolare le more di gelso bianco sono dei frutti dissetanti e succosi dal sapore delicato e zuccherino. Nonostante siano un alimento poco conosciuto, racchiudono in sé tantissime proprietà benefiche, contengono infatti elementi nutritivi dalle molteplici proprietà fitoterapeutiche.

  • Protezione dell’apparato cardio vascolare grazie al contenuto di acidiorganici e glucidi capaci di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e di regolarizzare la pressione arteriosa.
  • Proprietà antibatteriche attribuita ad un particolare composto isolato dalla radice: il kuwanon G. Studi condotti in vitro hanno dimostrato che questo composto possiede una spiccata attività antibatterica, esercitata soprattutto nei confronti di microorganismi responsabili dell’insorgenza di carie e periodontiti, come lo Streptococcus mutans, lo Streptococcus sobrinus, lo Streptococcus sanguis e il Porphyromonas gingivalis. Nella medicina orientale tradizionale venivano utilizzate per le infezionidella bocca e per contrastare la formazione della carie Si utilizzavano i decotti di more di gelso come colluttorio oppure come espettorante.
  • Non solo il frutto, ma anche le sue fogliehanno innate capacità benefiche per il corpo, grazie alle loro proprietà ipoglicemizzanti, che è forse la qualità che maggiormente contribuisce alla popolarità del gelso bianco. In commercio sono infatti reperibili diversi integratori alimentari a base di gelso bianco, che trovano impiego proprio come rimedio per il controllo del metabolismo degli zuccheri. Le proprietà ipoglicemizzanti e antiossidanti sono imputabili perlopiù ai flavonoidi e ai mulberrosidi contenuti nella pianta, ma anche agli antocianosidi contenuti nei frutti.
  • Sono frutti ricchi di ferro, che partecipa alla formazione dell’emoglobina, sostanza che ha il compito di trasportare l’ossigenonel sangue.
  • contengono poche calorieinfatti vengono utilizzate nelle diete ipocaloriche, nei soggetti che vogliono dimagrire e tenere il peso sotto controllo.
  • Sono un ottimo rimedio contro la stitichezza, infatti esercitano azione decongestionantee lassativa rappresentando uno dei migliori depurativi dell’organismo umano.
  • Contiene Resveratrolouna sostanza capace di contrastare la nascita e la proliferazione delle cellule che provocano il cancro.
  • Contengono Fenoli, tra i più potenti antiossidantipresenti in natura, capaci di contrastare la circolazione dei radicali liberi causa di invecchiamento cellulare.
  • Inoltre contengono elementi nutritivi importantissimi per la corretta alimentazione dell’organismo umano. Le bacche sono ricche di: proteinetanninirutinavitaminaA , C, K, E e vitamine del gruppo B.

Grazie alle vitamine, rinforzano il sistema immunitario e proteggono le cellule di occhi, cute e capelli.

  • Inoltre migliorano le funzioniepatiche rinforzando fegato e pancreas

Altre proprietà attribuite al gelso bianco:

  • Astringenti
  • Diaforetiche
  • Diuretiche
  • Ipotensive
  • I mulberrosidi hanno dimostrato di inibire l’attività dell’enzima tirosinasi, che riveste un ruolo fondamentale nella sintesi della melanina. Attraverso questa inibizione, pertanto, i mulberrosidi sono in grado di esercitare un’azione dermoschiarente, che li rende agenti potenzialmente utili nel trattamento di disturbi cutanei caratterizzati da iperpigmentazione.
  • Dalla corteccia della radice di Morus alba è stato isolato un altro interessante composto – l’albanol A, che ha dimostrato di possedere proprietà antitumorali. Da studi condotti in vitro, infatti, l’albanol A ha mostrato di essere in grado di indurre l’apoptosi in linee cellulari di leucemia umana.

 

 

 

Il Gelso bianco nella medicina popolare

 Nella medicina popolare cinese, il Morus alba viene impiegato per il trattamento di svariati disturbi, aventi diversa origine e natura.

Più nel dettaglio, la corteccia del Gelso bianco viene sfruttata dalla medicina cinese per il trattamento di affezioni come tosse, dispnea, febbre, mal di testa, edema e secchezza oculare, oltre ad essere utilizzata come rimedio per favorire la minzione.

Il frutto del Gelso bianco, invece, viene usato nella medicina popolare cinese per i trattamento del diabete e della costipazione, oltre a trovare impiego come rimedio per contrastare l’ingrigimento precoce dei capelli.

 

Grazie Alessia per averci condotto in questa tela di mondi paralleli in cui unisessuali ed ermafroditi non devono fare cortei per farsi accettare! Ti aspettiamo presto qui sul blog delle Claricette.

 

 

 

 

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